Recensione: Colazione da Darcy – Ali McNamara

Feb 29, 2020

Quando Darcy McCall perde l’adorata zia Molly, l’ultima cosa che si aspetta è di ricevere in eredità un’isoletta in mezzo al mare. Secondo le ultime volontà della donna, però, per entrarne in possesso, Darcy dovrà trascorrere almeno dodici mesi sull’isola di Tara, al largo delle coste occidentali dell’Irlanda. Una bella sfida, non c’è che dire, per una come lei, abituata alla frenetica vita londinese. E così, senza quasi rendersene conto, da un giorno all’altro si ritrova a dover dire addio alle amate scarpe con il tacco per indossare un paio di orribili stivali. Adattarsi alla spartana vita dell’isola sarà un’impresa tutt’altro che facile, ma nel ristorantino appena aperto, tra una tazza di tè e i biscotti fatti in casa, Darcy scoprirà che l’isola ha molto da offrire… Nuovi amici e forse un nuovo amore l’attendono dietro l’angolo: chi, tra l’affascinante Conor e il testardo Dermot, saprà far battere il suo cuore?

La mia passione per l’Irlanda e il titolo che mi ricordava Colazione da Tiffany sono le ragioni principali che mi hanno portato a scegliere questo libro di un’autrice che non conoscevo. Quando ho letto la trama, ho sognato come sarebbe ritrovarsi a ereditare un cottage su di un’isola quasi disabitata, al largo della costa Atlantica dell’Irlanda, e vivere una vita lontana anni luce dallo stress e dal traffico. Già sentivo il rumore delle onde infrangersi contro le scogliere a picco sul mare, il vento soffiare tra i capelli e lo stridio dei gabbiani. 

L’autrice mi ha piacevolmente sorpresa, ha mantenuto viva la mia attenzione e la mia curiosità, tanto che l’ho letto quasi tutto d’un fiato. Mentre leggevo la storia di Darcy e della sua nuova vita a Glentara (chiamata da tutti solamente Tara) mi sono trovata più volte a desiderare che l’isola esistesse davvero e che potessi fare le valigie ed entrare anch’io a far parte della piccola comunità locale. 

Ali McNamara ha un talento nel descrivere i luoghi, facendo sentire il lettore come se si trovasse davvero lì. I personaggi diventano quasi reali, tanto che riuscivo a immaginare senza problemi l’amica di Darcy, Roxie, che passeggiava sulla spiaggia sui tacchi a spillo, o Dermot il costruttore, con le sue maniere un po’ rozze ma anche in un certo senso affascinanti.

La protagonista della storia, Darcy, non è completamente felice della sua vita a Londra, e quando viene informata che l’adorata zia è morta e le ha lasciato un cottage sull’isola di Glentara, che potrà ereditare solo dopo avervi trascorso un anno e aver ricostruito la comunità locale, non è del tutto convinta di partire. Ma alcuni eventi la obbligano a prendere una decisione e a lasciare la vita londinese per partire all’avventura su un’isola quasi praticamente disabitata, portandosi dietro un gruppo di persone che dovrà aiutarla nella sua missione.

La vita moderna si mescola alle leggende celtiche, e quando Darcy finalmente comincia ad abituarsi alla nuova dimora, i ricordi dell’infanzia tornano a galla e l’aiuteranno a capire meglio chi vuole veramente essere. 

Consiglio questa lettura a chi ama le storie che combinano momenti romantici e da sogno con passaggi che fanno sorridere, a volte anche ridere di gusto, e che riescono a trasmettere l’attrazione e l’intesa tra i protagonisti senza l’uso di scene esplicite e volgarità. 

Se anche tu hai letto Colazione da Darcy, lascia un commento e fammi sapere se ti è piaciuto. 

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